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A Madame / Madame Marie Anne / Mozart / nella Traidgasse à Salzbourg/ presso il sig. Lorenz / Hagenauer.

Wirgl mercoledì sera alle 8 footnote1
Intorno all`una siamo giunti a Kaitl dove, con un puzzo tremendo, abbiamo pranzato con del vitello sott`aceto; insieme con esso abbiamo bevuto qualche sorso di buona birra, giacché il vino era una bevanda lassativa.
Passate le sette siamo giunti a Lofer; dopo aver ordinato da mangiare, siamo andati a trovare il sig. Prefetto, il quale se l`è presa molto con noi perché non siamo scesi direttamente da lui. Avendo già ordinato le pietanze alla locanda, le facemmo portare in prefettura, mangiammo lì, chiacchierammo fino alle 10, ci vennero offerti una bella stanza e un buon letto, la mattina io bevvi una Caccalotte footnote2 e il Wolf. si mangiò una buona minestra. Nel corso della mattinata, abbiamo viaggiato fino a St. Johann e la sera siamo arrivati a Wörgl, dove ho invitato il vicario sig. Hartman Kelhammer di Chiemsee. È giunto or ora. Ti riverisce. Ora sono le 10, bisogna che andiamo a dormire, ché domani devo svegliarmi alle 5. Durante il percorso, che mi era stato descritto come molto accidentato, ho dormito quasi ininterrottamente perché ho visto che avevamo proprio un buon vetturino. In questi luoghi, particolarmente tra Lofer e St. Johann c`è un`incredibile quantità di neve. Statemi tutti bene! Vi scriverò subito da Innsbruck.

AGGIUNTA DI MOZART ALLA MADRE E ALLA SORELLA

Carissima mama,

il mio cuore è pieno di gioia, perché in questo viaggio mi diverto moltissimo, ché in carrozza si sta al caldo e il nostro vetturino è un tipo garbato, il quale, non appena la strada lo permette, va di gran carriera. Mio papa avrà già fatto alla mama la descrizione del viaggio, il motivo per cui io scrivo alla mama è di mostrare che conosco il dover mio, per cui sono, con il più profondo rispetto, il suo devoto figlio,
Wolfgang Mozart

Carißima sorella mia.
Siamo arivati à
wirgel grazia iddio felicißimamente, se devo confeßare la verità, devo dir così, che è si allegro di viagiare, e che non fà freddo niente, e che nella nostra corozza fà si caldo come nella camera. coma và col mal di gola? non è venuto il medesimo giorno che siamo partiti il signor seccatore? se tu vedi il signor de Schidenhofen, dice, che canto sempre: Tralaliera, Tralaliera, e digli, che non è neceßario adeßo da cetar dei zuckeri nella suppa, stante non sono à salispurgo. à lover pransemmo e Dormimmo dal sig. de Helmreich, che è prefecto là. la sua moglie è una brava signora, ella è la sorella dell signor moll. egli mi fà famme, ho gran gusto di mangiare, vivi intanto bene, addio: Wolfgang Mozart
P.s. un Complimento à tutti miei buoni amici
al signor hagenauer (al mercante) alla sua moglie,
ai suoi figli e figlie, alla Signora Rosa e al
suo marito, e al sig. adlgaßer, spizeder. il sig. hornung
dimanda in vece mia se lui non hà
creduto una volta ancora che foßi io in letto in vece tua.
Si prega di utilizzare il seguente riferimento quando viene citato questo sito:
Eisen, Cliff et al. Con le Parole di Mozart, Lettera 147 <http://letters.mozartways.com>. Version 1.0, pubblicato da HRI Online, 2011. ISBN 9780955787676.
Con le Parole di Mozart. Version 1.0, pubblicato da HRI Online, 2011. ISBN 9780955787676